L’Ato Rifiuti e le indennità, una brutta figura: perchè non chiuderla qui? – IL CIRIACO

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La vicenda delle indennità all’Ato Rifiuti, annullate dal Tar che ha accolto il ricorso del Comune di Cassano Irpino, potrebbe avere finanche un seguito. Nei prossimi giorni, infatti, il Presidente ed il consiglio dell’Ente d’Ambito valuteranno se ci sono i margini per proporre il ricorso. Al netto di come andrà a finire la vicenda una qualche considerazione pure va fatta soprattutto per ribadire che forse, limitandoci ad una valutazione di carattere generale, la decisione di modificare lo Statuto con tutto quello che ne è seguito, non risponde certo al criterio dell’opportunità che pure andrebbe seguito in determinate circostanze. Gli organi dell’Ente d’Ambito sono composti da amministratori locali che già percepiscono le indennità di carica previste dalla legge e dunque non appariva necessario modificare lo Statuto introducendo un argomento decisamente “sensibile” come quello delle indennità correlate ad un impegno politico. Ma tant’è, e la sentenza del Tar sembra averlo ricordato a tutti nm modo chiaro. Eppure, come detto, la telenovela potrebbe continuare se presidente e consiglio decideranno di appellarsi al Consiglio di Stato. E’ certamente nel loro diritto, ma sarebbe un bel gesto, un segnale che va nella direzione giusta, se alla fine decideranno di non andare avanti. E magari concentrarsi sul Piano d’Ambito (alle battute conclusive) e alla realizzazione del Biodigestore, lasciando perdere questioni scivolose e pericolose per la credibilità di degli (di qualunque natura giuridica siano). Non si può non notare, infine, che nelle 18 pagine della sentenza del Tar, un passaggio viene dedicato alla mancanza dell’istruttoria, prevista all’articolo 21 dello Statuto (compito in capo al direttore generale) e al fatto che la proposta di modifica dello Statuto stesso non è stata allegata alla delibera. Errore? Superficialità? O semplice distrazione? Magari tutte e tre insieme ma certo questo non basta a rendere meno amaro il sapore di questa vicenda che, ripetiamo, dovrebbe chiudersi qui.

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Lo avevamo detto un mese fa ed oggi, con il Manifesto “Il Nostro Tempo”, l’area del Partito Democratico che fa riferimento al consigliere regionale Maurizio Petracca è ufficialmente venuta allo scoperto. Si tratta di un documento che costituisce la cornice dentro la quale questo pezzo del Pd, piuttosto ampio, intende connotare il suo impegno politico, non solo in vista del congresso. Un partito saldamente ancorato nel centrosinistra, aperto, fortemente legato al territorio ed alle energie giovani che hanno scelto di rimanervi. Sono i capisaldi che peraltro Petracca aveva già spiegato e che, per stare solo alla vicenda congressuale, non possono prescindere da un allargamento della platea dei partecipanti. E’ senza dubbio il primo atto ufficiale della sfida che a fine febbraio, Covid permettendo, porterà  a via Tagliamento il nuovo segretario provinciale.



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