The old oak, allo Zia Lidia la guerra tra i poveri raccontata da Ken Loach

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E’ un tassello prezioso della ricerca di Ken Loach quello che consegna il regista con “The old oak”. Domani, alle 18 e alle 21, la proiezione al Movieplex nell’ambito della rassegna dello Zia Lidia. Nel Nord Est dell’Inghilterra, anno 2016. In una cittadina ex-mineraria vicina al mare sono rimasti in pochi, emigrando da quella che un tempo era un centro popolato di minatori sindacalizzati e di sinistra, uniti nel contrastare le politiche neoliberiste della Tatcher (avevano partecipato ai famosi scioperi del 1984). Trent’anni dopo, l’unico locale pubblico aperto è un pub in declino, ‘The Old Oak’, gestito dall’anziano e solo TJ Ballantyne, abbandonato da moglie e figlio e dalla speranza che la deriva sociale e politica possa un giorno mutare. Nell’idolenza del borgo arrivano dei profughi siriani in fuga dalla guerra. Tra questi c’è Yara, ragazza che parla bene l’inglese, appassionata di fotografia, che diviene amica di TJ. L’equilibrio della comunità è ovviamente scosso dalle reazioni di ostilità dei locali. Ancora un film per il veterano regista inglese, classed 1936, ancora una sceneggiatura di Paul Laverty, ancora la musica di George Fenton. Loach racconta la società di oggi, ponendo l’accento sullle conseguenza di precise scelte politiche volte a perpetuare la guerra tra i poveri. Presentato in concorso al Festival di Cannes 2023, ha vinto il premio del pubblico a Locarno


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