“Un felice ritorno nel luogo in cui mi sono formato. Inizia un libro tutto da scrivere da comandante provinciale” – IL CIRIACO

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«E’ un felice ritorno nel comando in cui mi sono formato come funzionario. Ora si apre un libro tutto da scrivere». Mario Bellizzi ritorna in Irpinia da comandante provinciale dei Caschi Rossi. Questa mattina nella sede di via Zigarelli il cambio di guardia ufficiale e il passaggio di testimone che Bellizzi raccoglie dall’ingegnere Luca Ponticelli (leggi qui i dettagli della cerimonia). Un incarico prestigioso che per Bellizzi arriva nel pieno dell’emergenza Covid. «Quella che stiamo vivendo è una fase complicata per tutti. Vengo dall’esperienza del Comando di Napoli che è stato letteralmente travolto dal Covid, abbiamo registrato fino a 98 positivi tra i nostri uomini. Qui ad Avellino per fortuna le cose sono andate in maniera del tutto diversa, il fenomeno è molto mitigato ma siamo comunque in emergenza. Quindi si continua a lavorare con tutte le misure di tutela sanitaria senza abbassare la guardia mai». Classe 1965, avellinese doc, Bellizzi è entrato nel corpo nazionale dei Caschi Rossi nel ’94 con la qualifica di funzionario direttivo e assegnato alla Direzione Regionale Vigili del Fuoco Lombardia a Milano. Da allora di strada ne ha fatta: un incarico presso il Servizio Sismico Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’esperienza sul campo in occasione del terremoto dell’Umbria e delle Marche e poi in Emilia e a L’Aquila, di monitoraggio delle zone alluvionate di Quindici e Sarno, fino all’ingresso nell’Ufficio Affari Legislativi e Parlamentari del Dipartimento dei Vigili del Fuoco presso il Ministero dell’Interno e la direzione vicaria del Comando di Napoli.

«E’ per me un ritorno felice nel comando in cui sono cresciuto come funzionario dopo un’esperienza vissuta a Roma al Ministero e dopo l’anno svolto al Comando di Napoli come dirigente vicario. Ritorno ad Avellino con la voglia sicuramente di dare una mano al mio comando, certo di prendere in mano una squadra che è stata gestita in maniera eccellente dal mio predecessore, l’ingegnere Ponticelli. Parto con presupposti più che positivi, da qui in avanti è tutto un libro da scrivere» dice Bellizzi che è consapevole di dover fare i conti con una pianta organica ridotta. «E’ un problema legato soprattutto al personale amministrativo perché abbiamo avuto negli ultimi anni una serie di pensionamenti, senza però la corrispondenza di altrettanti ricambi.  Chi mi ha preceduto ha dovuto gestire tutto il settore amministrativo con un numero di unità assolutamente ridotte, però andiamo avanti nell’attesa di vedere l’organico aumentare di qualche unità» commenta.

Tra le priorità, nell’attività di soccorso, certamente quella del dissesto idrogeologico che vede il territorio irpino duramente colpito. «Abbiamo avuto dissesti importanti a partire da quello di Quindici del maggio ’98, passando poi per quello di Cervinara fino ai più recenti casi di San Martino Valle Caudina e Monteforte Irpino. Questo- chiosa- rientra nelle preoccupazioni di chi gestisce il soccorso certamente, ma va fatta un’attività di prevenzione attraverso misure strutturali che spettano anche ad altri organi. Dal punto di vista della gestione del soccorso garantiamo sempre tutta la nostra collaborazione in maniera assoluta».

 



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