Rsa di Nusco, la Fp-Cgil: situazione insostenibile, lavoratori senza protezioni – IL CIRIACO

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Licia Morsa

Lo scorso martedì la FpCgil ha organizzato un flash mob davanti alla Rsa di Nusco con il contributo della Camera del lavoro di Avellino. In questo modo il Segretario Generale, Licia Morsa, ha voluto accendere i riflettori su una vicenda che dura ormai da mesi con i lavoratori che devono far fronte a una serie di condizioni a dir poco discutibili. Una manifestazione molto riuscita con i lavoratori compatti in assemblea esterna.  È lo stesso Segretario a fare il punto.

“Dal 2017 gli oss, l’autista e le cuoche sono in accordo di crisi con riduzione oraria – afferma – Poi, lo scoppio del covid, ma loro, i lavoratori, sono sempre rimasti in prima linea. Inizialmente anche senza i dispositivi di sicurezza. Molti di loro si sono contagiati e, dal canto suo, la cooperativa datrice di lavoro ha immaginato di premiarli collocandoli in cassa integrazione. Dapprima parziale e poi, addirittura, a zero ore. Chiediamo alla Coop. Kursana Piemonte di Torino e all’Asl, quale ente appaltante, di restituire ai lavoratori un po’ di dignità. I servizi essenziali come quelli della Rsa di Nusco devono essere a carico del sistema pubblico e non dei lavoratori. L’Asl non si volti dall’altra parte e verifichi le condizioni del personale. Se le condizioni lavorative sono serene anche gli ospiti ne beneficiano. L’appalto va rinnovato il prima possibile, le proroghe pluriennali non possono e non devono esistere in un sistema pubblico che funziona”.

 

A seguire, sempre nella giornata di martedì, la Funzione Pubblica Cgil, congiuntamente con il Nidil Cgil, si è incontrata con la Direzione dell’Asl e del Moscati. Presenti per quest’ultimo il Direttore Generale, il Direttore Sanitario e il Direttore Amministrativo. Per l’Azienda Sanitaria Locale, il Direttore Amministrativo.

 

“L’oggetto della richiesta di incontro, – continua il Segretario Morsa – con la proclamazione dello stato di agitazione, era la situazione dei contratti atipici e l’esternalizzazione dei servizi con affidamento al privato. Le proroghe dei contratti degli operatori assunti con contratti atipici (partita iva, co.co.co., tempi determinati) per ora avrà come scadenza il 31 luglio 2021 e non, come richiesto da noi, un complessivo di 36 mesi. La giustificazione della controparte è stata il periodo di emergenza. Tuttavia, dubitiamo che, passata questa, le due aziende saranno in grado di garantire i servizi con il solo personale strutturato, già in gravissima carenza prima del covid. Abbiamo chiesto maggiore sensibilità sull’argomento, coinvolgimento e tempestività, data la delicatezza. Il Direttore Generale del Moscati ci ha confermato la volontà alla proroga ai 36 mesi appena la Regione provvederà alla famosa circolare esplicativa, dato che il Consiglio si è già espresso positivamente”.

 

Non solo.

“Ci hanno informati che procederanno con i concorsi in atto, infermieri e personale amministrativo, mentre per quanto riguarda gli oss, al contrario di come ci avevano comunicato in precedenza, sono intenzionati ad attingere alla graduatoria del Cardarelli ancora in vigore. Parleremo di questo in assemblea con tutti quei lavoratori che, legittimamente, attendono certezze sul proprio futuro. Il Moscati intende internalizzare, così come ha avviato nelle procedure, tutti i servizi cosiddetti di assistenza diretta. L’Asl necessita ancora di una ricognizione dei servizi essenziali da erogare e le figure professionali occorrenti. Ma per noi gli appalti, quasi tutti in proroga, così non possono più essere gestiti. I lavoratori sono allo stremo e le condizioni lavorative quasi da inizio Novecento”.

 

Nel corso dell’incontro anche una proposta fatta dalla FpCgil agli interlocutori.

“Abbiamo proposto di utilizzare, previa convenzione, la struttura del Landolfi di Solofra in fase di ristrutturazione, come punto vaccinale strutturale utilizzando il personale del Moscati già in servizio presso la struttura (infermieri, oss e dirigenza medica). Il Direttore del Moscati ha raccolto la proposta”.

“Altro spunto per le direzioni delle due Aziende – conclude la segretaria – provare, con il contributo del territorio, a svolgere le procedure concorsuali nella nostra provincia, tenendo conto di quanto previsto dai protocolli di sicurezza”

 

 

 



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