Leggere a voce alta fa bene. Ecco perché

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Leggere a voce alta fa bene. Ecco perché – Starbene



Ti aiuta a esprimere meglio le emozioni, a migliorare attenzione, memoria, pensiero logico. Ecco i suggerimenti per leggere al meglio ad alta voce



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di Francesca Trabella (ha collaborato Gerardo Antonelli)

La lettura a voce alta o espressiva può rivelarsi molto utile, sia per chi legge sia per chi ascolta. Esistono corsi dedicati a persone di ogni età: per i ragazzi dagli 8 ai 18 anni, per esempio, c’è “BookSound – I libri alzano la voce”, progetto dell’editore Marcos y Marcos, che per gli adulti propone “L’arte di leggere ad alta voce”. Inoltre, ci sono corsi sul web e si può aderire alle proposte di librerie, biblioteche e associazioni. Le ragioni di questa passione? «Il lettore interpreta il testo in modo unico, tirando fuori se stesso», spiega Gabriella La Rovere, esperta di pedagogia della lettura espressiva, «e crea una relazione con l’ascoltatore, il quale mette in gioco attenzione, memoria e pensiero logico, costruisce immagini mentali ed elabora vissuti emotivi». Ecco, quindi, qualche dritta per cimentarsi al meglio.

  • Non assumere un tono impostato

    Valorizziamo il nostro parlato naturale, senza cercare di impostare la voce: se non siamo professionisti, rischiamo il ridicolo. «Lo scopo non è risultare perfetti, ma comunicare le emozioni che il testo suscita in noi, lasciando l’ascoltatore libero di reagire a modo proprio», consiglia Paula J. Schwanenflugel, professoressa emerita dell’Università della Georgia, un’autorità nel campo della psicologia della lettura.

  • Trasforma il testo in musica

    Alleniamoci leggendo i testi prima a mente, così da lasciarli decantare dentro di noi, poi ad alta voce (magari al registratore), giocando con le pause, i ritmi, le intonazioni. «I bravi lettori sanno trasformare i testi in musica», rivela Schwanenflugel. «D’altronde, anche gli studi lo dimostrano: le aree cerebrali che si attivano grazie alla musica sono le stesse della lettura espressiva».

  • Ricordati del corpo

    Non facciamoci prendere dall’ansia né dalla fretta: decifriamo e interpretiamo i segni di interpunzione (punti, virgole & Co), e diamo risalto ad eventuali frasi tra virgolette, per esempio utilizzando toni di voce diversi. Ricordiamoci del corpo: sguardo, postura e mani sostengono e rafforzano la voce.

  • Cambia velocità

    Cerchiamo e manteniamo il legame con l’ascoltatore, captiamo la sua partecipazione e sforziamoci di aggiustare il tiro quando ci accorgiamo che lo stiamo “perdendo”, magari perché è annoiato o non capisce. «Semplici variazioni di velocità, intensità e/o tono possono essere d’aiuto», conclude l’esperta.

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