Il grido d’allarme dei locali notturni: “Rischiamo di chiudere” – IL CIRIACO

0
109


Avellino – La nuova ordinanza del Governatore De Luca con cui ha imposto orari di chiusura alle attività di ristorazione, ma anche bar e locali notturni, sta creando molto allarme in città per le conseguenze economiche. A Palazzo di Città si è tenuto un incontro tra una delegazione dei locali cosiddetti notturni della città, i rappresentanti delle associazioni di categoria, il sindaco Gianluca Festa e l’assessore al Commercio, Laura Nargi.

Gli esercenti hanno sottolineato come, gli orari di chiusura previsti dalla Regione rendano impossibile per loro portare avanti le attività. Dalla domenica al giovedì, infatti, è stata imposta la chiusura alle ore 23, mentre venerdì e sabato si dovrà chiudere alle 24. Trattandosi di attività che funzionano principalmente la sera, diventa di conseguenza quasi impossibile lavorare. L’amministrazione ha chiarito come, di fronte a un’ordinanza regionale, il Comune non può andare in deroga e ampliare gli orari, ma da parte degli esercenti è arrivata la richiesta a sindaco e assessore di farsi promotori di una proposta da sottoporre al Governatore De Luca: equiparare i limiti orari dei locali notturni a quelli di ristoranti, pizzeria pub e vinerie. Per queste ultime attività, infatti, il limite orario delle 23 non impone la chiusura, ma solo l’ultimo ingresso consentito ai clienti, dando quindi la possibilità di proseguire con la loro attività. I locali notturni, invece, secondo l’ordinanza della Regione sono stati inseriti in una categoria che comprende anche gelaterie e pasticcerie che, invece, svolgono la loro attività durante la giornata e non la sera. Con l’attuale limite orario imposto, la delegazione dei locali notturni ha sottolineato come non sia più conveniente tenere aperte le loro attività.

«Ci siamo confrontati con professionisti seri, virtuosi e che hanno adeguato le loro attività a tutte le normative Covid – sottolinea Laura Nargi. Hanno chiesto un aiuto spiegandoci i problemi di queste limitazioni. Io resto dell’idea che possiamo tutelare meglio i nostri giovani grazie a questi locali che lavorano seriamente attuando tutte le disposizioni anti Covid, piuttosto che lasciandoli in strada e senza controlli». Ma soprattutto c’è un problema di carattere economico che riguarda queste attività commerciali: «Loro sono parte del tessuto economico cittadino, sono una realtà e non possiamo dimenticarlo– sottolinea Nargi. Chiaramente bisogna essere intransigenti con chi viola le normative, ma in città abbiamo esempi di realtà virtuose e non possono essere danneggiate. Come amministrazione abbiamo sempre ribadito che è fondamentale il rispetto di tutte le normative anti Covid, a cominciare da un comportamento responsabile dei ragazzi, ma non è giusto colpire le attività che si sono messe in regola perché ci sono professionisti e attività serie, non possiamo escluderle. Sono anche belle realtà che fanno cultura e teatro, non per forza movida. Ma di fronte a una chiusura imposta alle 23 diventa impossibile per loro organizzare queste iniziative, anzi qualcuno ci ha sottolineato che si è visto costretto ad annullare le serate in programma. Da parte del mio assessorato posso solo ribadire la massima vicinanza a queste categorie come a tutte le attività commerciali della città».

Intanto Nargi annuncia anche la volontà di estendere l’ordinanza dehors fino al 31 dicembre per consentire alle attività commerciali di continuare ad utilizzare gratuitamente il suolo pubblico.

Anche Giulio De Angelis (Confocommercio) sottolinea la necessità di equiparare «le norme che riguardano la ristorazione a quelle dei bar perché, questi ultimi, sono stati fortemente penalizzati. Abbiamo affidato all’amministrazione questo compito di studiare una soluzione per equiparare le norme e quindi consentire ai locali notturni gli stessi orari delle altre attività: dopo le 23 di sera possono continuare a servire, ma non fare più entrare nessuno. Il vero problema, infatti, non riguarda l’interno dei locali, ma l’esterno. Dobbiamo evitare che le persone, dopo le 11 di sera, vadano per strada con il rischio di creare assembramenti difficili da controllare».



Source link

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here