è lui l’ago della bilancia per i lupi

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Nonostante il pareggio beffa maturato al 92′, la trasferta di Monopoli ha consegnato a Braglia l’ennesima certezza. Nella gara del “Veneziani” il migliore dei lupi è stato infatti ancora una volta Peppe Carriero, che si è preso ormai di diritto i galloni di insostituibile nello scacchiere biancoverde.

Il peso e l’importanza del “fattore Carriero” sono evidenti dal fatto che dall’arrivo del centrocampista l’Avellino non abbia mai perso, ma non solo. Con lui in campo i lupi hanno subito appena 1 gol, contro il Bisceglie, in 839′. Numeri incredibili, che non possono essere frutto del caso. Così come il fatto che il pari del Monopoli sia arrivato proprio dopo la sua uscita dal campo, che ha tolto fisico, esperienza ed equilibrio alla squadra.

Caratteristiche uniche

Del resto si parla di un uomo squadra, capace di infondere completezza alla mediana in un ruolo particolare. Carriero è infatti unico per la sua capacità di svolgere un lavoro estremamente utile nelle due fasi, interpretando il ruolo di mezzala con grande duttilità ed intelligenza.

L’ex centrocampista del Parma è bravissimo in fase d’interdizione e copertura, da qui i pochi gol subiti, mostrando grande abilità nella lettura delle linee di passaggio e nel recupero palla. Ma il suo contributo non si esaurisce alla fase difensiva, ed è per questo che risulta ancora più prezioso. Spesso è lui a ravvivare la manovra offensiva dei lupi, legando il centrocampo all’attacco con i suoi inserimenti e le sue prorompenti progressioni. Non è un caso che con lui in campo l’Avellino migliori la propria fase realizzativa (1 gol ogni 55,93 minuti), così come non lo sono i 2 rigori consecutivi procurati contro Paganese e Monopoli.

Anche nei momenti meno propensi della gara, più intricati, l’energia e il dinamismo di Carriero permettono all’Avellino di dare una scarica di elettricità e di sbrogliare la matassa. A conti fatti, per numeri e rendimento, si può probabilmente concludere che questa squadra può fare a meno di tutti, ma non del numero 21. È lui infatti lago della bilancia biancoverde, l’insostituibile che dà una marcia in più a tutta la squadra.



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