Che cos’è l’autostima familiare e perché è importante

0
11


Per gli psicologici l’autostima familiare è la chiave per stare bene in famiglia, grandi e piccoli, e avere un clima sereno in casa. Come fare per raggiungere questo obiettivo

Siamo abituati a pensare all’autostima come a una dote individuale, un’abilità che ci permette di stare bene con noi stessi e con gli altri. Ora, però, due psicoterapeuti dell’età evolutiva, Barbara Tamborini e Alberto Pellai, sono arrivati a una nuova conclusione: non c’è solo l’autostima personale, ma esiste anche quella familiare. Vediamo insieme di che cosa si tratta.

A ognuno la sua parte

«La famiglia è un ecosistema fatto di abitudini, linguaggi, automatismi e riti che mettono in connessione tutti i suoi membri. Quindi è molto probabile che persone della stessa famiglia abbiano un modello di autostima più o meno simile», spiegano i due esperti nel libro Il metodo famiglia felice – Come allenare i figli alla vita (De Agostini).

L’autostima familiare, tuttavia, non è solo la somma della sicurezza dei singoli componenti. È piuttosto la capacità del nucleo di funzionare bene, di agire e relazionarsi in modo da perseguire la felicità collettiva. «Una famiglia con un alto quoziente di autostima è il luogo in cui ognuno si sintonizza sull’imperfezione degli altri, offrendo a tutti la possibilità di darsi valore e di realizzarsi nella vita. È il luogo in cui ogni membro rinuncia a un pezzettino di sé affinché tutti raggiungano il loro potenziale», spiega il dottor Pellai.

L’autostima familiare si nutre della quotidianità. «Il fattore tempo è fondamentale», prosegue lo psicoterapeuta. «Un adulto che trascorre del tempo di qualità con i figli fornisce una prova tangibile della loro importanza e del loro valore. E conferma a se stesso che il legame tra un genitore e un figlio è fonte di emozioni irripetibili».

Regole certe e condivise

L’autostima familiare ha origine dalla consapevolezza. «Che idea abbiamo gli uni degli altri? E che reazioni provocano in noi i punti di debolezza e le criticità dei vari membri della famiglia? È importante porsi queste domande. Soprattutto per i genitori», spiega Pellai. «Perché in questo modo eviteranno di lasciar trapelare eventuali insoddisfazioni e di provocare senso di inadeguatezza in chi riceve critiche e rimproveri poco costruttivi».

L’autostima familiare si fonda, poi, sul progetto educativo. «Troppo spesso si vedono mamme e papà deboli, indecisi, incerti addirittura su cosa mettere nel piatto del figlio, che invece dovrebbe essere nutrito prima di tutto di certezze e regole chiare. E un bambino, di fronte alla confusione degli adulti, è confuso. Educare un figlio non può essere frutto dell’improvvisazione, ma deve seguire una linea condivisa», afferma lo psicoterapeuta.

Come raggiungere l’obiettivo

  • A tavola. «I pasti sono momenti importanti che andrebbero il più possibile condivisi», dice il dottor Alberto Pellai. «Raccontarsi la giornata o discutere delle esperienze fatte fa capire ai bambini che la famiglia è un luogo dove si può parlare di tutto».
  • Nel tempo libero. «Niente è più importante che condividere ogni giorno qualche momento piacevole per tutti. Fare insieme qualcosa di bello unisce e rende più forti», spiega Pellai. «La dimensione del gioco è quella ideale».
  • Davanti a un film. Guardarlo insieme è l’occasione per parlare di emozioni e imparare a riconoscerle. I bambini amano il linguaggio cinematografico e con un genitore disponibile al loro fianco potranno acquisire competenze importanti.

Fai la tua domanda ai nostri esperti








Source link

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here