Carciofi: proprietà e benefici e come mangiarli

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Le proprietà e i benefici dei carciofi sono noti fin dall’antichità: per prima cosa depurano il fegato. «Tutto merito della cinarina, una sostanza dotata di una specifica azione epatoprotettrice e capace in più di abbassare il colesterolo», spiega la dottoressa Anna D’Eugenio, medico nutrizionista a Roma. 

I carciofi più ricchi di cinarina sono quelli oblunghi e spinosi dell’Italia del Nord e della Sardegna, particolarmente gustosi ma sensibilmente più duri. «Occhio però al modo di mangiarli e di cucinarli», avverte la nostra esperta. «La bollitura, infatti, favorisce il passaggio della cinarina nell’acqua di cottura, che poi viene buttata. Meglio quindi mangiarli crudi o cotti nell’olio». Un etto di carciofi crudi forniscono 33 calorie, 5,5 g di fibre, 1 mg di ferro e 376 mg di potassio.

I carciofi stimolano la colecisti

«Se non si hanno calcoli, si possono mangiare i carciofi fritti che, più di altre preparazioni, sono efficaci per migliorare il lavoro del fegato perché agiscono facilitando la contrazione della colecisti. Come risultato avremo una riduzione del senso di gonfiore addominale e un miglioramento del transito intestinale. Per disintossicarsi, ai carciofi fritti è bene associare del riso, un finocchio e una mela cotta», consiglia la dottoressa D’Eugenio.

«Molto efficace è anche questa tisana di foglie di carciofo. Basta metterne una (può essere lunga più di 20 cm) in un litro d’acqua e farla bollire per 20 minuti. Quando il liquido si è raffreddato va conservato in frigorifero e consumato nel giro di pochi giorni, bevendone mezzo bicchiere prima di colazione e mezzo bicchiere prima di cena: ha un ottimo effetto depurativo, drenante e aiuta ad abbassare il colesterolo».

Utili per contrastare l’anemia

«I carciofi contengono poi quantità interessanti di ferro, che lo rendono molto indicato per la cura di anemie e sideropenie. «In questo caso vanno portatoi in tavola preferibilmente cotti, perché le trasformazioni indotte dal calore aumentano la biodisponibilità dell’importante minerale».

Il menu ideale per chi è un po’ anemica: «Riso e lenticchie associati a carciofi trifolati e un kiwi (la vitamina C favorisce l’utilizzo del ferro da parte dell’organismo) oppure, per un’azione più strong, una bistecca di bovino adulto, sempre con carciofi cotti e un’arancia. E infine, al termine delle mestruazioni, sì a frittata coi carciofi, verdura cruda e ananas, per fare il pieno di ferro e perdere i liquidi in eccesso», conclude l’esperta.


I carciofi DOP, come scegliere
Ecco, in basso, un tris di varietà di carciofi contrassegnato dai marchi DOP (Denominazione di Origine Protetta) o IGP (Indicazione Geografica Protetta).





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