Bagni di foresta, 3 mete da provare in Italia

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Lo shinrin-yokuletteralmente “foresta-bagno” dal giapponese, è una passeggiata nella foresta. È una terapia riconosciuta dai servizi sanitari di molti Paesi asiatici. Non è sport, non è trekking, non ci sono risultati da raggiungere. I bagni di foresta sono un’immersione nella natura che abbatte lo stress e ti rigenera a ogni passo. Qui ti proponiamo tre tipi di bagni di foresta in zone diverse d’Italia.

  • Nord. Nella Tenuta de L’Annunziata

In provincia di Como, su una collina che domina la pianura sorge un bosco unico in Lombardia perché nei suoi 13 ettari sono presenti, nascosti tra gli altri, 40 alberi dalle virtù benefiche certificate e misurate. Si accede su prenotazione, con una mappa e una guida perché l’area fa parte di un agriturismo di charme, la Tenuta de l’Annunziata, che comprende anche una Spa e un ristorante dove si cucinano i prodotti dell’azienda agricola (accesso al bosco con guida a partire da 40 € per gruppi da 4 persone, info@tenutadelannunziata.it).

«Si può anche semplicemente sostare per circa 10 minuti sotto le piante bioenergetiche, approfittando delle sedute in pietra previste per i visitatori, ma le prime volte è molto più coinvolgente seguire il percorso, suggerito in base ai partecipanti», spiega Margot Errante, esperta di Forest bathing della Tenuta.

«Tra castagni secolari e ciliegi selvatici, faggi, sorbi e conifere, il paesaggio boschivo cambia con le stagioni ed è accessibile tutto l’anno. Una delle attività proposte è la coerenza cardiaca: seduti sotto agli alberi, si inspira per 4 secondi e si espira per altrettanti percependo il respiro a livello del cuore. Poi si evoca tutto l’affetto che si prova per una persona cara fino a provare un senso di pace profondo».

  • Centro. Nel cuore delle Foreste Casentinesi

Uno dei polmoni verdi d’Italia, area protetta dove si studia la biodiversità, il Parco nazionale delle foreste casentinesi si trova a cavallo tra Romagna e Toscana e si estende per 36mila ettari, tra faggete secolari (patrimonio Unesco), abeti, aceri e boschi con una grande varietà di specie.

Un punto di accesso è il territorio del comune di Bagno di Romagna, dove unire ai benefici del Forest bathing quelli delle terme. Per esempio Roseo Euroterme Wellness Resort propone il bagno di foresta con guida nelle Foreste casentinesi insieme all’accesso alla piscina termale, un massaggio rilassante o drenante, ingresso giornaliero alla Spa e soggiorno di due notti in mezza pensione (277€ a persona, euroterme.com).

«I boschi con faggete, querce e conifere, secondo il bioricercatore Marco Nieri, rilasciano una maggiore quantità di terpeni, sostanze volatili che, inalate, agiscono a livello psiconeuroimmunoendocrino riforzando le difese immunitarie, riducendo la pressione sanguigna e regolando il livello di zuccheri nel sangue. Inoltre, si riescono ad alleviare i sentimenti negativi come la rabbia e l’ansia, incrementando l’energia e migliorando il sonno».

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  • Sud. Nel Parco del Pollino

Un’esperienza immersiva nel Parco nazionale del Pollino, tra Basilicata e Calabria, nell’area protetta più grande d’Italia, anch’essa patrimonio mondiale Unesco. Si tratta di un ritiro di 3 o 6 giorni organizzato da Ivy Tour, un tour operator specializzato in Forest bathing, sotto l’egida delle sue guide certificate (da 347 € a persona in camera doppia, pensione completa, 2 bagni di foresta e diverse attività nella natura con la guida, ivytour.it). Si dorme in un rifugio a 1350 metri di altitudine, per un benefico digital detox e una riconnessione con la natura selvaggia, tra faggi, querce ed abeti.

In più si partecipa a uno studio dell’università di Padova sui benefici del Forest bathing nella sovraesposizione digitale: «Diversi studi hanno dimostrato che l’immersione nella natura favorisce il benessere. Tuttavia, si basano quasi sempre su esperienze comuni di brevissima durata. La collaborazione con Ivy Tour sul progetto di ricerca “Dalle radici ai frutti del benessere” ci consente di verificare i benefici dei percorsi di gruppo, che ne ottimizzano gli effetti», afferma la dottoressa Angelica Moè, del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova.

Inoltre, parte del ricavato viene donato a WOWnature, per la piantumazione di nuovi alberi.

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